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Nome e cognome: Corrado Sabatini Luogo ed anno di nascita: Foligno (PG), 1966 Residenza attuale: Spoleto (PG) Professioni e titoli di studio: laureato in Economia e Managment aziendale all'Università degli Studi di Perugia. Professore in Economia e finanza internazionale presso l'Università La Sapienza, Roma (dal 1996 al 2004); professore ordinario in Valutazione d'azienda (dal 2004) e in Reporting e comunicazione d'azienda (dal 2016) presso l'Università La Sapienza, Roma. Carriera: politica Prestavolto: Corrado Passera Stato civile e famiglia: Sposato; ha una figlia adottiva Orientamento politico: liberalsocialismo, liberalismo, ecologismo, europeismo, riformismo, progressismo Orientamento religioso: cristiano cattolico Macroregione di appartenenza: Centro Edited by LucianiGDR - 14/9/2021, 10:13 |
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Corrado Sabatini Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Biografia Corrado Sabatini nasce a Foligno da Marco Sabatini e Concetta Levi. Vive i suoi primi anni nella periferia contadina di Foligno dove il padre porta avanti l'attività contadina di famiglia di allevamento di pecore e di produzione del Pecorino Umbro. Pur aiutando il padre nel prosieguo dell'attività essendo figlio unico, intraprende gli studi classici presso il liceo classico Federico Frezzi di Foligno e lì ottiene la maturità classica nel 1985 con la votazione di 47/60. Si sposta quindi a Perugia per proseguire gli studi nell'ambito economico e laurearsi nel 1990 in Economia e Managment aziendale. Carriera professionale Consorzio del Pecorino Toscano Terminato il percorso universitario e conseguita la laurea, partecipa all'attività aziendale di famiglia occupandosi soprattutto degli aspetti amministrativi ed economici e permettendo l'accrescimento dell'azienda mediante la fusione con altre piccole realtà locali di produzione agroalimentare. A partire dal 1992 partecipa alle attività del Consorzio del Pecorino Toscano come consigliere con il compito di consulente agli affari economici. Nel 1994 viene eletto Direttore del Consorzio ma dopo tre mesi di presidenza decide di rassegnare le dimissioni e torna a ricoprire il ruolo di Consigliere come consulente agli affari economici; mantiene la carica sino al termine dell'anno. Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop Chiamato a collaborare con le Cooperative di consumatori riveste il ruolo di revisore unico dell'Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop tra il 1994 e il 1996, contribuendo al processo di risoluzione delle problematiche relative alla revisione dei contratti di categoria dei dipendenti Coop. Carriera Accademica Nel 1996 diventa professore a contratto per l'Università La Sapienza di Roma in Economia e finanza internazionale, carica che ricopre sino al 2004. Nel 2004 diviene professore ordinario in Valutazione d'azienda presso la stessa Università e nel 2016 abbandona tale carica per diventare professore ordinario in Reporting e comunicazione d'azienda. Carriera politica Associazione Liberale Progressista Nel 2028 è tra i fondatori dell'Associazione Liberale Progressita, della quale è eletto presidente nel primo Congresso. Sotto la sua presidenza l'Associazione aderisce alla lista Libertà&Progresso per le elezioni politiche del 2028. Sabatini risulta eletto nella Lista come Deputato della Repubblica per la XXII Legislatura. Deputato della Repubblica Italiana Eletto Deputato nel collegio Umbria inizialmente riceve la nomina a capogruppo della lista Libertà&Progresso presso la Camera dei Deputati, per poi rinunciare in favore dell'On. Greco, compagno di lista ed esponente di LIBERI - Civici, democratici ma incazzati. Ministro per le politiche famiglari e i diritti arcobaleno e Sottosegretario alla Presidenza Nel primo Governo presieduto da Enrico Lemma, e sostenuto da Unità Socialista, da Demos e dalla lista Libertà&Progresso, viene nominato Ministro senza portafoglio per le politiche famigliari e i diritti arcobaleno. Porta il suo nome il DDL che sancisce l'equiparazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso con quelli detti 'tradizionali'. Durante il primo Consiglio dei Ministri viene inoltre nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con la delega all'Autorità deputata alla sicurezza della Repubblica. Durante il suo incarico in quanto responsabile dell'Autorità deputata alla sicurezza della Repubblica deve occuparsi, in collaborazione con il Ministero per l'Interno e il Ministero della Difesa, di far fronte agli attacchi terroristici che colpiscono contemporaneamente le città di Firenze, Milano e Roma. Ministro per l'industria, il commercio internazionale e le telecomunicazioni Nel secondo Governo presieduto da Enrico Lemma, e sostenuto da Unità Socialista, da Demos e dalla lista Libertà&Progresso, viene nominato Ministro per l'industria, il commercio internazionale e le telecomunicazioni, dicastero ottenuto con la separazione del Ministero per l'Artigianato e le pmi dal precedente MISE. Ministro per l'economia e le finanze e Vicepremier A seguito dell'elezione dell'amico e collega Carlo Forghieri a Presidente della Repubblica, nel contesto di un necessario rimpasto di Governo dovuto anche alla nascita della nuova formazione Democrazia Popolare (nata dall'unione di DemoS e Liberi) viene nominato Ministro dell'Economia e delle Finanze, mantenendo il dicastero nelle mani del gruppo parlamentare dei Liberali e Progressisti. Il Ministro riceve inoltre la nomina di Vicepresidente del Consiglio dei Ministri come rappresentante dell'Associazione Liberale Progressista. Alleanza Liberale Progressista Nel 2032 l'Associazione Liberale Progressista va a Congresso in via straordinaria per sopperire alla mancanza di un Segretario ma nel corso dello stesso viene approvata una proposta di modifica dello Statuto, proveniente dalle sezioni locali, che sancisce la trasformazione dell'Associazione in partito e ne modifica il nome in Alleanza Liberale Progressista. Conseguenti sono le elezioni dei ruoli dirigenziali che vedono Sabatini eletto come Segretario della nuova forza politica. Secondo mandato al MEF Nelle elezioni del 2033 l'Alleanza Liberale Progressista ottiene circa il 10% delle preferenze; Sabatini risulta nuovamente eletto tra i Deputati dell'ALP. Partecipa alle consultazioni con il Presidente della Repubblica in qualità di Segretario del partito, accompagnato dai capigruppo nelle due Camere. Allo scioglimento della riserva da parte dell'On. Mattia Orlando, risulta nominato nuovamente Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro per l'economia e le finanze. Liberali per l'Italia Mentre la legislatura si avvia a una prematura conclusione è tra i promotori del progetto unitario Liberali per l'Italia che vede unire i precedenti soggetti liberali Alleanza Liberale Progressista e LibDem - Alleanza dei Liberali e Democratici. I due partiti avevano collaborato nel corso della legislatura componendo un unico gruppo parlamentare, l'unione in un unico soggetto arriva quindi a sugellare una collaborazione ormai già intrapresa da tempo. In occasione del primo Congresso di Liberali per l'Italia comunica di non volersi candidare ad alcuna carica dirigenziale, in virtù dell'età avanzata, ma rimane a disposizione del partito per le successive elezioni. In corrispondenza delle elezioni del 2038, dopo una campagna elettorale caratterizzata dalla visita a piccoli centri abitati del centro-sud d'Italia, viene nuovamente rieletto alla Camera dei Deputati; anche dopo l'annullamento delle prime elezioni, a causa di alcuni brogli, viene rieletto. Presidente del Consiglio incaricato Dopo il primo giro di consultazioni il Presidente della Repubblica, Carlo Forghieri, ex collega di Sabatini, lo ha convocato al Quirinale per conferirgli un incario esplorativo per la formazione del 74° governo della Repubblica italiana. Il giorno seguente Sabatini, in qualità di Presidente incaricato, ha svolto delle personali consultazioni nella sala Aldo Moro del Palazzo di Montecitorio; alle consultazioni hanno partecipato i rappresentanti delle parti sociali e i rappresentanti dei gruppi parlamentari, ad esclusione del gruppo Azzurra Libertà. Nel primo programma di convocazione risultavano assenti Confindustria e la delegazione del Partito Radicale, cosa che ha provocato alcuni malumori; con una nota ufficiale la segreteria di Sabatini ha affermato che si è trattato di un errore di pubblicazione di una bozza non corretta. Le consultazioni sono terminate dopo quanto previsto e Sabatini ha chiesto maggiore tempo al Quirinale per portare a compimento il lavoro di mediazione tra le forze della maggioranza costituenda e per presentare una squadra di governo. La sera successiva è salito al Quirinale per accettare l'incarico e per presentare al Presidente della Repubblica la lista dei ministri, che il Presidente ha poi nominato. Presidente del Consiglio dei ministri L'accordo tra Liberali per l'Italia, Partito Popolare Italiano, VERA - Verdi Civici Agricoltori e il Volkspartei der Alpen permette la nascita del primo Governo Sabatini, che conta tra le sue fila cinque ministri libreali, sette popolari, tre verdi, tre autonomisti e un indipendente di area liberale. Al Senato il Governo Sabatini ottiene 169 voti favorevoli, alla Camera 339 voti favorevoli, ricevendo così la fiducia del Parlamento e avviandosi a iniziare il proprio mandato. Mentre nel 2038 e nel 2039 la principale occupazione dell'esecutivo è quella di portare avanti i progetti connessi ai fondi europei, per tentare di trascinare fuori dalla crisi economica globale il Paese, è solo con il 2040 che iniziano a essere approvate le iniziative dei singoli partiti facenti parte della maggioranza, come la riassunzione degli enti previdenziali, la legge sulla parità retributiva e alcuni decreti di investimento nazionale. Crisi del Governo Sabatini I A una vicenda interna già complessa si sommano attriti più forti tra il PPI e la componente autonomista del VpA, che portano gradualmente la maggioranza alla dissoluzione. Sabatini viene quindi convocato dal Presidente della Repubblica Zilli per discutere della crisi di governo. Dopo 669 giorni si chiude l'esperienza del Governo Sabatini I, ma Zilli assegna a Sabatini un incarico esplorativo con l'obiettivo di proporre una diversa rimodulazione della precedente maggioranza. Presidente del Consiglio dei ministri per il Sabatini II A breve distanza della caduta del Governo Sabatini I, il presidente uscente si reca nuovamente al Quirinale per proporre la possibilità di un governo di minoranza con appoggio esterno da parte del Volkspartei der Alpen, non intenzionato a prendere parte alle dinamiche interne all'esecutivo. Nel corso della presentazione dei membri facenti parte del nuovo governo, Sabatini non si lascia sfuggire l'occasione di ammonire proprio la componente autonomista: CITAZIONE "Confido nel fatto che le forze parlamentari riconoscano questo e comprendano che sarebbero state chiamate loro a guidare gli esecutivi della Repubblica e a indirizzarne l'andamento politico e programmatico se avessero rappresentato la maggioranza della popolazione e se quindi fossero stati portatori di quelle idee maggiormente apprezzate dalle cittadine e dai cittadini italiani, o se fossero state ritenute a buon diritto rappresentanti dell'unità di un'eventuale coalizione programmatica" Il governo sembra subito mostrare qualche difficoltà, riuscendo però a cogliere la fiducia su due testi governativi come la Legge Finanziaria (217 favorevoli, 143 contrari - CdD) e il Passaggio di Competenze Stato-Provincie Autonome di Trento/Bolzano, Valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia, Provincia di Belluno (168 favorevoli, 145 contrari - SdR); il risultato è però dovuto, in particolar modo alla Camera dei Deputati, all'assenza di un buon numero di deputati di Sinistra Anticapitalista. Crisi del Governo Sabatini II L'approvazione del DDL Atzeni e altri sulle norme per la legalizzazione dell'eutanasia con voti anche provenienti dalla maggioranza di governo, in particolare di buona parte dei Liberali e degli Autonomisti, crea una forte spaccatura interna alla maggioranza, esplicitata anche dalle parole dell'esponente di spicco del PPI, nonché all'epoca Ministro per gli Affari esteri, Francesco Cristellon. Giungono quindi le dimissioni dei ministri Rinaldi, Bernini e Bergamaschi, rispettivamente Ministro del lavoro, Ministro della pubblica amministrazione e Ministro della Cultura. Nuovamente convocato dal Presidente della Repubblica, Sabatini afferma di non poter più riporre fiducia nelle parti della maggioranza che, a parer suo, alla stessa maniera non ripongono fiducia nella sua figura. Dopo soli 147 giorni si interrompe anche la seconda esperienza come Presidente del Consiglio per Sabatini. Presidente della Camera dei Deputati Chiamatosi fuori da un possibile nuovo mandato, anche alla guida di un'eventuale nuova maggioranza di segno opposto, Sabatini viene scelto ed eletto come nuovo Presidente della Camera dei Deputati, andando a sostituire il neo-incaricato Presidente del Consiglio, Ciriaco De Mille. Il suo mandato presidenziale si apre con la XXV seduta, nella quale il governo De Mille riceve la fiducia. Vita privata Si è sposato nel 1998 con Claudia Gorla. I due hanno adottato nel 1999 la figlia Elisa. Edited by Nich5_GDR - 11/9/2021, 11:17 |
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